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"Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo! (Norma Desmond / Gloria Swanson - Viale Del Tramonto)

Manuale D'Amore 2 (capitoli successivi)


Squadra che vince non si cambia e così ecco il sequel di Manuale d’Amore con un cast che affonda a piene mani nel capitolo precedente, anche se tutti in ruoli differenti.
Veronesi come regista è notevolmente migliorato, e che sia anche l’autore dello script si vede da quanto è compiaciuto delle parole che lascia recitare a Claudio Bisio in radio, sotto gli occhi sognanti dei veri deejay di rete 105. Peccato però che di solito quei deejay lavorino a Milano, in via Turati, e non con vista Tevere!
Come il precedente conta 4 episodi, stavolta uniti dal lieve fil rouge della radio.
Nel primo Scamarcio sta per rimetterci le penne in un incidente d’auto e si tromba la Bellucci nella mensa dell’ospedale, in pieno spottone Birra Moretti. Scena erotica iperpubblicizzata ma della Bellucci vediamo solo la posa goffa a cavalcioni del povero cristo e neanche una tetta. Episodio che ha il merito di proporre il miglior attore del film, che non è Scamarcio ma il suo compagno di sventura ospedaliera Dario Bandiera, volgarissimo ma irresistibile, ed un divertente cameo di Fiorello, che recita a soggetto in maniera più che evidente.
Nel secondo episodio Fabio Volo ha gli spermini pigri e così, grazie alle nostre leggi Vaticane, per ingravidare la Bobulova occorre spostarsi in Spagna. La Bobulova concede un’interpretazione da vera isterica mucciniana, solo più divertita e compiaciuta, quasi alla Monica Vitti, e si laurea a parer mio quale migliore attrice del film. Volo invece è sottotono rispetto alle belle prove offerte nei film di D’Alatri, ma del resto a lui è richiesto solo di donare gli spermini… Divertentissima la coppia di cafonazzi fan di Gigi D’Alessio (e di chi sennò?) conosciuta in Spagna.
Nel terzo episodio Rubini ed Albanese sono una coppia gay ed il secondo vuole convincere il primo ad andare in Spagna a sposarsi, quasi a sottolineare per la seconda volta in mezz'ora che gli italiani per poter usufruire di una legislazione che guardi al futuro della civiltà siano costretti necessariamente ad espatriare. I luoghi comuni del caso ci sono tutti: sculettamenti, famiglie che non capiscono, pestaggi dai soliti razzisti, ammiccamenti esagerati. Chi scrive è omosessuale, ha frequentato gli ambienti omosessuali ma le checcazze che si vedono nei film italiani nella realtà vi assicuro che non esistono!
Nel quarto episodio Verdone fa il solito Verdone che si fa concupire dalla ragazzina di turno e ci sta per rimettere le coronarie. Purtroppo Verdone non ha ancora capito che la sua carriera potrebbe crescere enormemente se smettesse di recitare e si concedesse esclusivamente alla regia. Verdone è eccelso interprete quando propone le sue gallerie di mostri all'italiana come in Viaggi Di Nozze, ma quando è solo attore immancabilmente non è mai un attore, è sempre e solo Verdone.
Nel complesso un film godibile, non un capolavoro ma almeno fa sorridere senza farci vergognare, come le Vanzinate o le Parentate.

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